Lorenzo Dardano
Mi serviva questo sito internet per scrivere una frase che in pubblico non pronuncio mai, preferendo un “lavoro in radio” o “mi diverto con la voce”. E invece il mettere in fila il materiale sparso qua e là mi ha fatto ricredere. C’è la radio, con gli inizi nel 2008 a Piacenza dove mi sono laureato, passando per i talent, fino ad arrivare ai giorni d’oggi a Milano col doppio impegno presso RadioFreccia e con Radiospeaker.it.
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La Radio Digitale: il DAB +

La Radio Digitale: il DAB +

Il Dab + è una forma di radio digitale via etere definibile come una “Fm Digitale“. A differenza della radio digitale su internet, in questo caso il contenuto digitale che viene diffuso su frequenze terrestri.

Si tratta di una tecnologia già presente da circa trent’anni: il Dab era la versione primordiale della radio digitale, mentre il Dab + rappresenta la sua evoluzione.

Il vantaggio, in termini tecnici, è che il segnale è più pulito, anche se al giorno d’oggi il livello di qualità del suono dell’FM è comunque buono. L’aspetto più rilevante potrebbe però essere l’assenza di interferenze che, mentre nel nostro paese sono qualcosa di tipico, negli altri paesi sono un’eccezione. Essendo presente infatti una pianificazione preventiva dell’etere, le interferenze infatti non ci possono essere. Come accennato in una precedente intervista, in Italia si è partiti da una situazione di fatto che è stata normata successivamente.

L’assenza di pianificazione ha quindi provocato una situazione cronica di “perturbazione radioelettriche” che si è via via risolta grazie all’autoregolamentazione degli editori. Acquistando l’emittente interferente, hanno pulito il segnale sostituendosi al legislatore/regolatore.

Ad oggi però non abbiamo ancora un piano definito di assegnazione delle frequenze DAB. Questo perché tale tecnologia condivide alcune frequenze con la televisione, che viene privilegiata dal legislatore/regolatore perché considerata più gradita dal pubblico in termini di gradimento. Alla radio digitale rimangono dunque gli scarti.

La situazione è ulteriormente aggravato dal fatto che la televisione sta, a sua volta, riducendo i propri spazi a favore delle compagnie telefoniche, per l’avvento del “5G“. Il timore è che fino al termine del processo di “refarming” della banda televisiva da destinare ai telefonici (2022), non vi sarà l’implementazione del DAB.  Al di fuori delle radio nazionali, tale tecnologia è oggi presente “a macchia di leopardo” nel nostro paese (in alcune regioni sì, in altre no).

 

 

 

Massimo Lualdi

Massimo Lualdi

Nato a Legnano nel 1964, è un avvocato specializzato in diritto delle comunicazioni ed in particolare di radiodiffusione sonora e televisiva. Fondatore di Consultmedia, prima struttura italiana di consulenza radiotelevisiva a più livelli, è anche giornalista (dirige la testata Newslinet.com). Ha scritto su materie giuridiche e sociologiche attinenti alla radiofonia. Amante della lettura, è un assiduo mountain-biker. Ma la sua vera passione rimane la Radio, che frequenta dal 1982.

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