Lorenzo Dardano
Mi serviva questo sito internet per scrivere una frase che in pubblico non pronuncio mai, preferendo un “lavoro in radio” o “mi diverto con la voce”. E invece il mettere in fila il materiale sparso qua e là mi ha fatto ricredere. C’è la radio, con gli inizi nel 2008 a Piacenza dove mi sono laureato, passando per i talent, fino ad arrivare ai giorni d’oggi a Milano col doppio impegno presso RadioFreccia e con Radiospeaker.it.
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Voglia di Natale

Voglia di Natale

Comunque per tre

Lo squillo del telefono si adagiò sulla tavola apparecchiata in salotto. Aggirò i bicchieri del vino e dello spumante, le posate e i sottopiatti d’argento, fino a raggiungere i fornelli della cucina. Gli aromi delle pietanze, che cuocevano senza sosta dalla mattina, parvero fare spazio al trillo che, dopo il lungo percorso, giunse finalmente alle sue orecchie, scompigliando un poco l’acconciatura ravvivata per l’occasione. Prima di abbandonare tutto per andare a rispondere, controllò che i fuochi sotto il soffritto e la carne fossero bassi, ma dimenticò il forno acceso.

Mancava solo mezz’ora alla cena e, malgrado gli sforzi, non tutto si presentava perfetto come nella sua testa si era figurata. Attraversando a fatica il salotto, diede una seconda sistemata ai tovaglioli rossi e si accertò nuovamente che i pacchetti regalo fossero ben nascosti sotto i tre piatti di porcellana, come voleva la tradizione della loro famiglia. In corridoio intanto il telefono continuava a squillare. Tentò di accelerare il passo, ma i dolori alle gambe che la tormentavano da un anno a questa parte, glielo impedirono. Nemmeno in questa giornata pareva esserci tregua. Visto l’aggravarsi delle condizioni, oltre ad intensificare la normale terapia, il medico le aveva imposto riposo assoluto per tutta la settimana.

“Ma Dottore, anche per domani sera?”, aveva domandato lei implorante dal suo letto. Non se l’era sentito di chiederle quali sforzi avesse mai da compiere una signora che viveva ormai da sola, e che riceveva l’assistenza quotidiana di una badante. “Pronto Davide”, rispose cercando di dissimulare lo sforzo e sistemandosi al contempo la messa in piega. “Mamma, ma dov’eri finita?”, chiese con preoccupazione l’uomo. La sua voce sembrò giungere però da molto più vicino, rispetto a come si era abituata. Come se soltanto per quella serata, riuscisse magicamente ad essere al suo fianco. “Tesoro, ero a letto e stavo riposando. Ma dove ti trovi? – rispose con un fare ansioso, ma molto più vicino alla bugia che alla preoccupazione.

Lorenzo Dardano

Lorenzo Dardano

Mi serviva questo sito internet per scrivere una frase che in pubblico non pronuncio mai, preferendo un “lavoro in radio” o “mi diverto con la voce”. E invece il mettere in fila il materiale sparso qua e là mi ha fatto ricredere. C’è la radio, con gli inizi nel 2008 a Piacenza dove mi sono laureato, passando per i talent, fino ad arrivare ai giorni d’oggi a Milano col doppio impegno presso RadioFreccia e con Radiospeaker.it. C’è la parentesi televisiva, tra lettura del telegiornale ed interviste.

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